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Specie internazionali
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Protezione delle specie a livello internazionale: regole valide in tutto il mondo per difendere la natura La protezione delle specie non termina alla frontiera di una nazione. Perché ogni anno milioni di animali e piante protetti sono immessi sul commercio mondiale che ha raggiunto delle dimensioni esorbitanti. Perciò sono necessarie delle direttive internazionali per la protezione di specie animali e piante minacciati.
Il WWF s’impegna nelle conferenze internazionali di protezione delle specie, si adopera per degli accordi vincolanti e tiene d’occhio la loro realizzazione per potere controllare il commercio mondiale delle specie in pericolo. La pratica guida ai souvenir del WWF ti mostra, quali ricordi puoi portare tranquillamente a casa con te dalle vacanze, per quali si deve essere prudenti e quali souvenir sono proibiti.
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La Convenzione CITES tutela le specie Ogni anno, in tutto il mondo vengono commercializzate centinaia di milioni di animali e piante protetti. Una situazione che ha portato molte specie sull’orlo dell’estinzione. Questo traffico ha raggiunto proporzioni tali da essere superato solo dallo spaccio di droga. Con la Convenzione di Washington (CITES), 173 Paesi si impegnano ad attuare severi controlli commerciali su oltre 30 000 specie di animali e piante e su tutti i prodotti da essi derivati. Il controllo però ha carattere esclusivamente internazionale, è responsabilità dei singoli Stati tutelare e conservare la flora e fauna nei propri habitat mediante leggi adeguate.
Per l’importazione legale di souvenir di specie protette, i viaggiatori hanno bisogno di un’autorizzazione d’esportazione CITES valida, rilasciata dalla nazione d’origine e di un’autorizzazione d’importazione dell’Ufficio federale di veterinaria (UFV). Entrambi i documenti devono essere richiesti prima del viaggio di ritorno!
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TRAFFIC Per preservare la fauna e la flora minacciate d’estinzione, gli habitat protetti, come le riserve e i parchi nazionali, non bastano. Ed è per questo motivo che nel 1976 il WWF ha creato congiuntamente all’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura(IUCN) il programma TRAFFIC, uno strumento ideato per smascherare il traffico illegale delle specie minacciate, combatterlo e arginarlo per quanto possibile. Attualmente TRAFFIC vanta 9 sedi regionali, dislocate in tutto il mondo.
Un’importante attività di TRAFFIC consiste nella raccolta sistematica di dati relativi alla domanda e all’offerta sul mercato, alle esportazioni illegali, alle eccessive autorizzazioni alle esportazioni e così via. In questo modo TRAFFIC è in grado di presentare ai governi tutti quei fatti necessari al varo o all’attuazione di leggi indispensabili alla tutela degli animali. Oltre a ciò, i team di TRAFFIC pubblicano reportage e richiamano l’attenzione sulle reali proporzioni del commercio illegale. Così facendo risvegliano la coscienza dell’opinione pubblica, creando la pressione necessaria all’attuazione di misure atte a contrastare il fenomeno. I collaboratori di TRAFFIC illustrano inoltre ai turisti in tutto il mondo le conseguenze derivanti dall’acquisto di souvenir realizzati con animali e piante protetti.
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I souvenir sequestrati più di frequente
- Avorio di elefante
- Conchiglie e coralli (oggetti interi o collane e orecchini)
- Conchiglie di strombo gigante
- Stivali, borse, cinture e portafogli di pelle di serpente e lucertola
- Prodotti in pelle di alligatore e coccodrillo
- Piante vive come orchidee e cactacee
- Medicina tradizionale cinese che contiene ossa di tigre, parti di leopardo, corno di rinoceronte, bile di orso o muschio ricavato dal mosco
- Tartarughe o prodotti di tartaruga come gioielli, gusci, occhiali, fermagli per capelli e pettini
- Sciarpe di lana shahtoosh
- Pellicce di leopardo o di tigre
- Caviale
- Animali vivi come pappagalli, rapaci o rettili
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A quali souvenir bisogna fare attenzione?
 Nella regione dell’Amazzonia ci sono più di 100'000 specie d’insetti e più di 40'000 specie di piante diverse.
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 In Madagascar vivono interi gruppi di animali che esistono solo su questa isola.
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 Lo sapeva che nell’estremo est europeo ci sono dei leopardi?
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 Le tartarughe marine esistono da più di 150 milioni d’anni. Sono sopravvissute alle ere glaciali e alla deriva dei continenti.
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