Nuova speranza per la tigre
I capi di governo dei paesi partecipanti al “Summit per la tigre“ a San Pietroburgo hanno definitivamente approvato il piano globale per la salvaguardia di questo felino. Entro il 2022 il piano mira a raddoppiare da 3200 a 6400 esemplari il numero delle tigri rimaste in natura.
Un risultato storico per la lotta contro lo sterminio della tigre. I tredici paesi che ospitano le ultime tigri (Bangladesh, Bhutan, Cina, Cambogia, India, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Nepal, Russia, Thailandia e Vietnam) si sono impegnati a proteggere meglio l’habitat di questi felini, a contrastare conseguentemente i bracconieri e il commercio con prodotti derivati dalle tigri. Tuttavia il finanziamento non è ancora assicurato.
Per la tigre, il tempo stringe!
La tigre (
Panthera tigris), il più grande felino del pianeta, abita le foreste dell’Asia, dove è possibile osservarla muoversi con incedere elegante. Oggi questo animale è una delle specie più a rischio di estinzione. Si calcola che delle 100 000 tigri censite inizialmente sopravvivano oggi solo 3200 esemplari, sparsi tra India, Siberia, Indonesia e Cina sudorientale. Delle otto specie originarie ne rimangono solo cinque, tre sono infatti già estinte. Dieci anni fa esistevano ancora trenta esemplari di tigre della Cina meridionale, ora potrebbero essere tutti scomparsi.
La tigre si distingue per il suo mantello, che varia dall’arancione al giallo-marrone con striature longitudinali nere e marrone scuro, e il ventre bianco. I maschi e le femmine manifestano un comportamento sociale differente: le femmine vivono in gruppo circa 3 anni con i loro piccoli, finché questi non sono cresciuti abbastanza per cacciare le prede autonomamente. Il maschio è un cacciatore solitario. Si ciba prevalentemente di selvaggina e cinghiale. Può ingerire fino a 18 kg di carne in un solo pasto , per poi digiunare anche diversi giorni. Le dimensioni del suo territorio variano a seconda delle prede: in aree con scarse possibilità di caccia un esemplare maschio si muove su una superficie che può raggiungere i 1000 kmq.
Dalla Siberia alla foresta tropicale del Sud-est asiatico
Gli habitat delle diverse specie di tigre sono molto differenti tra loro: mentre la tigre di Sumatra vive nella foresta tropicale, la tigre siberiana predilige le foreste di conifere e latifoglie della Russia settentrionale. Si tratta comunque di animali che vivono generalmente in aree ricche di vegetazione, con un numero sufficiente di prede e accesso a corsi d’acqua.
La principale minaccia per le tigri è rappresentata dal bracconaggio e dalla progressiva scomparsa del loro habitat. In un solo decennio, dal 1998 ad oggi, il numero di tigri dell’Indocina è diminuito del 70%: ne restano solo 350 esemplari. (Per saperne di più leggi il documento qui a fianco, in inglese, intitolato "Indochinese tigers on the brink ").
Nell’ultimo quinquennio sono state uccise in media ogni anno 50 tigri di Sumatra, di cui oggi restano circa 400 esemplari. A minare ulteriormente la loro sopravvivenza sono le svariate minacce all’ambiente naturale: l’uomo, sempre più alla ricerca di spazio in cui insediarsi, e la silvicoltura e l’agricoltura che non accennano a fermarsi. La foresta tropicale di Sumatra è vittima del disboscamento per far spazio alle piantagioni per la produzione di olio di palma e di cellulosa. Con la scomparsa dell’ambiente naturale si creano reazioni a catena: se la tigre non vive in uno spazio sufficientemente ampio diventa facile preda dei bracconieri. Inoltre, la ricerca di cibo si fa sempre più complessa, poiché riducendo l' estensione della foresta diminuiscono anche le prede. In Indonesia sono attualmente in vigore leggi a tutela della tigre di Sumatra, sebbene spesso risulti difficile farle osservare a causa della mancanza di risorse finanziarie e di personale.
Il WWF ha selezionato sette regioni chiave in cui istituire aree protette per le tigri e sensibilizzare la popolazione sulla tutela di questi felini. Per stanare i bracconieri organizza inoltre vere e proprie ronde. Il WWF si batte anche contro il commercio illegale di parti di tigre, la cui domanda è in aumento da quando la medicina cinese tradizionale sta registrando un vero e proprio boom.