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Tempi grigi per “l’orso del sole“ L’orso malese (Helarctos malayanus) è il membro più piccolo della famiglia degli orsi. Sua inconfondibile caratteristica: una macchia sul petto a forma di ferro di cavallo, di colore da bianco a giallo-arancione, da cui gli proviene l’appellativo “orso del sole“. Il suo basso peso e i suoi lunghi e robusti artigli gli permettono di arrampicarsi facilmente sugli alberi, sulle cui chiome può trovare una grande varietà di cibo: oltre alla frutta, il suo menu comprende insetti, uova di uccello e miele. Nella sua lingua lunga fino a 25 centimetri l’orso malese trova una valida alleata che gli permette di estrarre il miele anche da fessure e cavità piuttosto profonde.
L’orso malese trova un habitat ideale nelle foreste monsoniche e tropicali dei bassipiani dell’Asia sudorientale: dalla regione più orientale dell’India e dal Bangladesh a occidente fino a Sumatra e Borneo a oriente, passando per Myanmar, Thailandia, Vietnam, Laos e Malaysia. Non si sa molto circa le abitudini di vita e l’esatta diffusione di questo animale solitario, attivo soprattutto di notte. In merito a densità di popolazione e livello di minaccia si possono quindi fare solo delle illazioni. È comunque certo che negli ultimi anni il numero di individui è diminuito. Bracconaggio, commercio illegale di animali esotici e distruzione del suo habitat sono fattori determinanti che lasciano presagire tempi grigi per “l’orso del sole“.
L’habitat dell’orso malese è seriamente minacciato dalla metodica distruzione della foresta tropicale. Industria del legno e cartaria hanno già eroso immense aree boschive, che vengono ridotte in cenere per insediarvi piantagioni per la produzione di olio di palma. La decimazione della popolazione esistente è da imputarsi anche alla caccia illegale dell’orso malese, motivata non solo dalla ricerca della sua carne. La Medicina Tradizionale Cinese (TCM) e altre scienze mediche asiatiche pretendono di ricavare dalla cistifellea dell’orso malese dei rimedi contro emicrania, ulcera gastrica e altri malanni. E per ottenere il loro succo biliare, questi orsi vengono spietatamente perseguitati.
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