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Lince
Luchs-Mutter mit Jungem
Una lince con il suo cucciolo.
La lince: un predatore minacciato
Nel corso del XVIII e XIX secolo la lince è stata praticamente sterminata in tutta l’Europa centrale con fucili da caccia, veleno e trappole. Poi, tra il 1971 e il 1975, in Svizzera sono state ufficialmente introdotte dieci linci. A tal scopo sono stati messi in libertà nel Giura e sulle Alpi esemplari selvatici precedentemente catturati in Slovenia, ma si sono verificate anche liberazioni illegali. Ad eccezione dei pochi esemplari originari, il numero odierno di linci sul territorio svizzero risale a quell’epoca. La Svizzera dispone di ampi territori adatti alla lince. Oggi, la sua scarsa presenza nel territorio alpino non ne garantisce la sopravvivenza: gli esemplari effettivi scarseggiano e fiumi, montagne imponenti, autostrade e regioni densamente popolate rappresentano ostacoli insormontabili che impediscono alla lince di spingersi in nuovi territori. Le giovani linci creano i loro territori perlopiù accanto al limite del territorio di altre linci. Dal momento che questi sono spesso di qualità limitata, alcune linci semplicemente restano prive di cibo. Difficilmente la lince si insedia in aree completamente nuove, anche se esse possono essere adatte come territorio. Il WWF Svizzera prodiga il suo impegno affinché la lince possa tornare a muoversi in libertà nelle regioni alpine.

Dal momento che la naturale migrazione della lince è limitata da numerose barriere, con il progetto LUNO per la reintroduzione della lince nel nord-est della Svizzera si è compiuto un passo importante per consentire la diffusione della lince nell’intero territorio svizzero. Tra il 2001 e il 2008 sono state trasferite delle coppie di linci dalla Svizzera occidentale alla Svizzera orientale (Toggenburg e Tössstock).
Lince eurasiatica (Lynx lynx) Esemplare in cattività, parco nazionale della Foresta Bavarese, Germania.
Una cosa è certa: la lince avrà qualche speranza di sopravvivere a lungo in Europa centrale solo se si riuscirà a permettere a qualche esemplare di raggrupparsi in popolazioni.

La lince si nutre prevalentemente di caprioli e camosci. Alla fine degli anni ’90, il numero annuale di animali domestici dilaniati dalla lince era ben oltre le 100 unità. Grazie alle misure preventive, sostenute anche dal WWF, quali l’installazione di recinti elettrificati e l’impiego di cani da pastore, è stato possibile ridurre questo numero in modo significativo. Negli ultimi anni, sono stati meno di 50 gli animali domestici effettivamente dilaniati dalla lince: una cifra irrisoria se si pensa che in Svizzera ci sono 450’000 pecore. Inoltre, i danni provocati dalle linci sono stati risarciti dalla Confederazione e dai Cantoni.

Nonostante la lince sia un animale protetto, resta comunque una preda molto ambita dai bracconieri. È stato dimostrato che negli anni passati in Svizzera le linci sono state abbattute, affogate, avvelenate e bastonate a morte. Nella maggior parte dei casi i colpevoli restano sconosciuti.

Non vi è ombra di dubbio che le linci danno la caccia a camosci e caprioli, ma non si può certo dire che questi predatori facciano concorrenza ai cacciatori, poiché il numero di ungulati è sufficientemente elevato da offrire prede per l’animale e il cacciatore. La lince è parte integrante della fauna indigena e ciò le dà diritto di continuare a popolare il territorio.

Basterebbe più tolleranza da parte di cacciatori e allevatori di ovini per convivere pacificamente con le linci. Perché la lince abbia un futuro, è necessario sviluppare una maggiore coscienza ecologica. D’altra parte, è importante che anche la maggioranza della popolazione che sostiene la lince valuti seriamente i timori di cacciatori ed allevatori di animali da reddito. Con le sue proposte di soluzione, il WWF cerca di eliminare i timori degli avversari e di favorire la comprensione dei sostenitori nei confronti dell’agricoltura e di una caccia sostenibile.
 
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